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Archive for maggio 2012

111 il Paradosso

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è che io VEDO in bianco e nero. Raramente un colore mi sorprende. Molto più spesso lo fa un’ombra, un’idea, un dolore. Un percorso.

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196 l’Ara Belli

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159 il Jumbo

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344 il Luogo

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124 il Selenodonte a manico

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101 il Saltinlungo

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078 lo Spioncino

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003 l’Anatra Spira

Creduta per molto tempo una delle tante modificazioni dell’Anatra Varia (vedi n.6 e n.546), questa papera di fiume ha un portamento elegante anche su terraferma, grazie alla grande coda ricciuta e a zampe leggermente più lunghe e centrali delle altre anatre.

Com’è facile immaginare, anche il comportamento sociale e le abitudini alimentari sono influenzate da una coda così imponente, costituita di penne eccezionalmente resistenti ed elastiche e, come nei colibrì, colorate per la rifrazione di bolle d’aria imprigionata nelle nervature delle penne, che non sono pigmentate.

Questo animale si alimenta dragando e smuovendo il fondo degli stagni con la coda, che le permette così di raccogliere alghe e altri frammenti commestibili senza doversi immergere.

Nel periodo degli amori, la femmina di Anatra Spira espone la sua coda alla luce del sole, così da mandare cangianti riflessi iridescenti attraverso le canne degli stagni che abita. In questo modo affascina i maschi, dall’aspetto completamente diverso (ecco il perché del suddetto fraintendimento con la Varia: i maschi sono piccoli, tozzi e completamente senza coda), i quali escono dal loro nascondiglio e si mettono in cerca delle femmine. Se fossimo sul posto, in quel momento vedremmo piccole anatre nere, dalle ali corte e spinose e dal fortissimo verso sgraziato, piombare a centinaia, frenetici e accecati dai bagliori, sulle belle Anatre Spira, disposte in paziente attesa in mezzo allo stagno.

Questo è spesso il destino agrodolce di chi si espone in bell’ordine.

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530 l’Infante

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