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Archive for dicembre 2012

652 il Baldusiano da volo

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546 l’Anatra Varia

È a partire dalla storia di questa straordinaria bestia (vedi anche n.6) che oggi possiamo ammirare la grandezza di uomini come il Fisiologo, che studiarono le bestie per capire anche le altre cose. Se siamo giunti a conoscere un po’ più a fondo i diversi mondi che abitiamo e le innumerevoli specie di animali che li popolavano (e che in piccola parte li popolano ancora oggi), ciò è dovuto alla curiosità della scienza, al suo metodo e all’intuito di migliaia di uomini che, rimasti nella loro vita per lo più silenti, sono ridiventati dopo di essa quasi del tutto sconosciuti.

Si sono infatti eretti ben pochi Pantheon in loro memoria (in particolare dalle nostre misere parti), mentre se ne edificano tuttora per strambe divinità bugiarde o indifferenti. Sono ben poco frequentati i luoghi dove questi uomini umili e geniali studiano o dove operano gli strumenti al servizio della loro sconfinata fantasia concreta, mentre si accalcano le folle a osannare grandi generali spaccaossa, piccoli duci ammazza-estranei, padri della patria generosi soprattutto con se stessi e santi indifferentemente martirizzati o martirizzanti; ben pochi seguono gli esempi migliori, preferendo seguire il comodo, il già-sentito, l’accordo.

Bisogna saper aspettare. La verità, filia temporis e conseguenza inevitabile del lavoro dei Tranquilli, prima o poi si farà strada, con le sue evidenze e le sue conquiste, nella pattumiera di idee che ancora oggi ci alimenta. Prima o poi, i mondi sapranno fare definitivamente a meno dei feroci miti di esclusione che oggi adora e apprezzeranno ciò che per loro la Natura si inventa ogni giorno e che offre agli occhi sgranati e occhialuti dei saggi.

 

L’Anatra Varia è forse la scoperta più meritevole e straordinaria del Fisiologo, anche se alcuni studiosi di area fiamminga – a partire da uno dei due testi medievali scampati al fuoco e trascritti dall’abate Vallet nel 1842 – ipotizzano che la scoperta sia dovuta all’intero gruppo di studenti che in quella regione seguivano il Fisiologo nelle sue ricerche. Tra di essi, Octavio di Millemburg (all’epoca solo tredicenne) identificò l’Anatra Unicorno, Alberico di Monforte vide di notte l’Anatra Spettro (oggi identificabile forse con l’Anatra Spettinata) e Thomas Petersin è stato il primo a ipotizzare uno schema di variazione della gestalt di Varia.

In ogni caso, solo una straordinaria finezza di osservazione (collettiva o singola che fosse) poteva portare all’individuazione di un animale che continua a cambiare aspetto, essendo – dice il Fisiologo – “frutto vivo e vera incarnazione” della inesaurita capacità creatrice della Natura, che procede  – come sa chi sa – per varianti e varianti di varianti.

Oggi possiamo affermare che la Varia è un Anatide paperiforme di media grandezza, che vive negli stagni eurasiatici e che non sembra essere migratrice. È caratterzzata dalla capacità di modificare il proprio aspetto esteriore con una radicalità e una velocità sorprendenti. Un individuo di Anas Varia può cambiare totalmente aspetto e diventare irriconoscibile a se stessa in pochi giorni. Il succitato T. Petersin osserva (e descrive in una lettera ancora inedita ma memorabile) una Beccorosso diventare Spettinata in meno di tre giorni per poi apparire come una Bugnata prima del weekend. In cattività questa capacità trasformistica della Varia viene completamente meno, così che è impossibile verificare le mutazioni in anatre allevate o in laboratorio.

Durante la suddetta osservazione, il Petersin nota che normalmente la modificazione inizia a vedersi a partire dalla testa e, in particolare, dall’area dello sguardo e dalla nuca, per poi interessare immediatamente il becco. Solo in un secondo momento – passate cioè alcune ore – il cambiamento inizia a riguardare anche il dorso e le altre parti del corpo. Nel giro di 40/45 ore circa il fenomeno si ferma e ricomincia dopo 24/48 ore. In alcune trasformazioni la coda assume un ruolo importante, cambiando forma e colore con estrema rapidità e precedendo/guidando le modificazioni nelle altre parti del corpo. È questo il motivo che ha portato alcuni scienziati a inserire nell’elenco delle tipologie assunte dalla Varia anche l’Anatra Spira, che è specie a sé e del tutto stabile.

Conclude il Petersin:”Se l’anatra cambia a partire dagli occhi, significa che cambia quando vede qualcosa capace di attivare le sue maschere”. Non sarà l’agente magico di cui favoleggiano i naturalisti immaginari ma è possibile che qualcosa di visibile (e magari qualcosa di non piacevole, visto che è il dolore – e non l’appagamento – ciò che ci porta a volere i cambiamenti) scateni le modificazioni a base genica della Varia.1

Negli ultimi anni gli studi sull’Anatra Varia hanno portato ad individuare un centinaio di mutazioni-base o gradini del cambiamento di quest’anatra. Tali mutazioni, detti Fundamenta Variae, sono stati pazientemente raccolti nel volume illustrato (a mia cura) Gli aspetti della Varia, Milano 2012.

Qui sotto, illustrazione tratta da “Gli aspetti della Varia”, dove si rappresenta la versione di Anatra Varia nota come “Anatra Manico”. Vedansi il Canale di Risonanza, il Manico da Teiera e le classiche penne-spina che decorano il petto.

anatra varia 1

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