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Archive for gennaio 2013

il gioco del Tempo Antico2

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391 la Lince Bipede

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283 il Pianterreno

La bestia conosciuta oggi come il Pianterreno è nota agli specialisti già da molti secoli.

Il famoso Liber Monstruorum (IX sec.) scrive:” Sunt enim Aethiopes Pisces toto corpore fixo”. In codici più recenti gli viene dato il nome di “pesce di terra” o “pesce a terra” (Zivs zemes, secondo il noto studioso lituano Dalia Ginius).

Gli ultimi seguaci diretti del Fisiologo, quelli che nel XI sec. per sfuggire ai Selgiuchidi si nascosero nell’antica e già disabitata città sotterranea della Cappadocia (e da lì mai più risalirono), videro nel Pesce Terrestre la figura del pater familias christianus; egli infatti “così come Dio comanda sul mondo, comanderà sulla moglie, sui figli, sui servi e infine sulle amanti con forza e con calma, e in questo modo sarà presto riconosciuto da tutti come il saldo fondamento che regge la famiglia e la guida con animo sicuro; egli infatti, come il Pesce Terrestre, ha ben piantato le sue radici nella terra e attende con spirito di fede attenta i doni che il Cielo vorrà inviargli”.

Oggi sappiamo che le femmine di questo pesce, elemento atipico della famiglia delle Centropomidae, depongono le uova sui fondali poco profondi dei mari temperati, in corrispondenza di correnti costanti. La prima fase della schiusa consiste nel Radicamento: da ogni singolo uovo esce una radichetta che penetra il fondo sabbioso per circa 10/12 centimetri. Segue la fase della Fustomorfosi, durante la quale il pesce si sviluppa soprattutto in altezza e in robustezza. Infine, la Fase Adulta ci presenta un animale che appare ben piantato al suolo, sostanzialmente immobile e il cui aspetto di pesce è limitato alla zona superiore del corpo.

Vive in giganteschi branchi immobili e ondeggianti, detti Foreste d’acqua, nutrendosi di ciò che la corrente porta loro. Non essendo però animali filtratori, devono poter essere in grado di fare piccoli movimenti per prendere “al volo” i frammenti di cibo sospesi in acqua. Ed infatti, il corpo del Pianterreno (detto Fusto) è diviso in 4 aree (convenzionalmente dette PT, 1P, 2P e 3P), che si possono muovere in piccoli scarti di lato e in rapidi movimenti in avanti.

I piccoli movimenti di cui è capace però non lo aiutano a difendersi dai predatori; quando infatti il Pesce Spada – la cui voracità è a dir poco leggendaria – si imbatte in una foresta d’acqua, fa strage di Pianterreni, che per questo sono oggi considerati in pericolo di estinzione.

Contrariamente al diffuso ermafroditismo reversibile dei pesci, di necessità la sessualità del Pianterreno è certa e costante nel tempo, e sembra essere determinata dalla posizione che l’individuo si trova ad occupare nel branco, come si vedrà più avanti.

Le Foreste d’acqua, orientate sempre controcorrente, sono degli agglomerati organizzati in 4 fasce molto specializzate:

1 – Fascia A, abitata dalle femmine, che – appena la temperatura lo permette – depongono in acqua le loro uova rosse, che vengono trasportate dalla corrente in Fascia B.

2 – Fascia B, disabitata ma percorsa dalle uova in sospensione. In questa fascia le uova si distribuiscono su un’area più vasta. Molte si disperdono. Probabilmente la Fascia B serve a “dare tempo” ai maschi della specie di produrre il seme.

3 – Fascia C, abitata dai maschi, che – appena si vedono circondati dalla nuvola di uova rosse – rilasciano il seme, fecondando le uova mentre ancora viaggiano in sospensione.

4 – Fascia D, abitata dalle uova e dagli avanotti in fase di radicamento e fustomorfosi, è detta anche Nursery del Pianterreno.

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