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Archive for giugno 2019

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La serie completa delle 10 tavole accompagnerà la prossima pubblicazione del CD Introduzione allo Studio della Criptozoologia di Francesco Massaro (2019).

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il Guardaluna

Si dice che l’arte sia inutile e spesso foriera d’infelicità. Non sarò certo io a negare una verità che vale per molti e soprattutto per l’artista, il quale – quand’anche non cercasse il facile consenso e neppure quello difficile – prova un certo piacere la volta in cui qualcuno o qualcosa lo confermi nella sua sbilenca attività.

Il Guardaluna, però, insieme ad altre bestie di cui qui narreremo, ci permette di sperare che tale inutilità e tale certissima infelicità possa – prima o poi – trasformarsi in qualcosa di buono, magari in un certo numero di visioni fulminanti che rischiarino l’eterno crepuscolo in cui langue il vero, inconsolato creativo.

La Tartaruga Notturna delle Galapagos, nota come Guardaluna, è una recente evoluzione della Testudo Crepuscolaris, che abitava i fondali marini del Biscretaceo Inferiore a caccia di crostacei, perle rosse e molluschi. Pur mantenendo e anzi aumentando le abitudini serotine, essa è molto più grande del suo antenato e, in particolare, ha sviluppato un collo sorprendentemente lungo e agile (tanto che perfino la forma delle uova ha subito una vistosa modificazione adattiva).

Con questo collo sproporzionato, il Guardaluna riesce a raggiungere con il becco i prati d’alghe dei fondali e a scovarvi le tane segrete di certi crostacei, apprezzati anche dai pescatori del luogo.

La vera golosità per questa bestia è però il Pesce Volante, che viene catturato nel modo che ora dirò.

I Guardaluna, in branchi enormi, si dispongono seminascosti a pelo d’acqua, in corrispondenza delle vie d’acqua che i Pesci Volanti amano sorvolare. Con gli occhi per metà in acqua e per metà all’aria, e il corpo completamente nascosto sott’acqua, i Guardaluna attendono le loro prede. È molto frequente che l’attesa si prolunghi per intere settimane, durante le quali molte di queste tartarughe muoiono di fame o di noia.

Quando finalmente i Pesci Volanti arrivano con grandi salti, fanfare, canti e vocio di festa, i Guardaluna balzano fuori dall’acqua, allungando tutti insieme e con grande rapidità i colli, in modo da trovarsi tutti faccia a faccia con i pesci ancora gocciolanti e sospesi in aria, a metà di un canto e di un balzo. Basta solo inghiottirli.

Dopo la strage, sazi e intorpiditi, i Guardaluna escono lentamente dall’acqua, spingono gli occhi lontano, verso il cielo notturno e restano fermi in questa posizione per ore, assaporando.

Probabilmente, per tutto quel tempo – come riferiscono da sempre i testimoni – guardano davvero la luna.

Ed ecco perché questa tartaruga è figura dell’arte infelice: assaporare in solitudine le proprie vittime è quasi desiderarle. Ed è proprio questo, il rimpianto, che rende vano e duro ogni sforzo d’arte.

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